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Conferenza stampa di presentazione del libro “SORRISO QUOTIDIANO – Racconti attorno alle edicole modenesi”

15 Febbraio 2016|Categorie: In primo piano|

Si è tenuta questa mattina, 15 Febbraio, la conferenza stampa di Edicola Amica per la presentazione del libro “SORRISO QUOTIDIANO – Racconti attorno alle edicole modenesi”, l’antologia nata dalla raccolta di tutti gli elaborati in gara per il Primo Contest Letterario di Edicola Amica, pubblicata da Damster Editore.
Nella grande sala comunale, gremita di giornalisti locali e da tanti degli autori che hanno partecipato al contest, l’assessore Tommaso Rotella si è complimentato per l’iniziativa del Si.Na.G.I. Modena, che ha tirato fuori il lato creativo dei modenesi in una proposta culturale di successo, che ha unito la passione per la scrittura alla giusta celebrazione dell’importanza di quel “sorriso quotidiano” che gli edicolanti (e più in generale i piccoli commercianti) offrono in più oltre alle merci, entrando così in una relazione positiva di stima e affetto con i propri clienti.
Il libro “Sorriso Quotidiano” ha dato molta soddisfazione anche a Massimo Casarini di Damster Editore, che si è detto stupito per la rapidità e naturalezza con le quali questo progetto è stato ideato e ha preso forma; Giuliano Barbieri, segretario provinciale del Si.Na.G.I. Modena, ha ringraziato il Comune e l’editore per la collaborazione e le parole di apprezzamento e ha spiegato di essere grato per l’affetto con il quale sono state raccontate le edicole, baluardo di socialità nei quartieri; il segretario ha anche annunciato che il libro sarà in vendita da martedì 16 Febbraio nelle edicole di Modena e provincia.
L’assessore Rotella ha premiato poi i tre vincitori: il sig. Graziano Grambone con il racconto dal titolo “La casa dell’arcobaleno”; la sig.ra Giulia Crasti con la poesia “Il chiosco”; il sig. Sergio Poletti, con il testo in dialetto modenese intitolato “L’edicola”. Una Menzione Onorevole è stata assegnata anche al sig. Massimo D’Alonzo, ritirata dalla sorella. I vincitori si sono aggiudicati un abbonamento in edicola per un anno a un quotidiano locale.

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La sala comunale con giornalisti e autori in attesa dell’inizio della conferenza stampa.

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Al tavolo dei relatori, da sinistra verso destra: Massimo Casarini di Damster Editore; Elisa Paoletti, referente di Edicola Amica per il contest letterario; Tommaso Rotella, assessore alle Attività Economiche del Comune di Modena; Giuliano Barbieri, segretario del Si.Na.G.I. Modena. Foto di gruppo con gli autori intervenuti.

premio grambone premio crasti premio poletti menzione d'alonzo
CONFERENZA STAMPA
Le premiazioni degli autori: Graziano Grambone, Giulia Crasti, Sergio Poletti; menzione onorevole a Massimo D’Alonzo, ritirata dalla sorella. Dopo la premiazione tutti i vincitori sfoggiano il libro in una foto di gruppo.

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I vincitori: Graziano Grambone, Giulia Crasti, Sergio Poletti.

ANTEPRIMA: “SORRISO QUOTIDIANO”, antologia nata dal Primo Contest Letterario di Edicola Amica

10 Febbraio 2016|Categorie: Senza categoria|

IN ANTEPRIMA! Ecco la copertina del libro “Sorriso Quotidiano: racconti attorno alle edicole modenesi”, l’antologia nata al termine del Primo Contest Letterario di Edicola Amica, in collaborazione con Damster Editore e con il patrocinio del Comune di Modena.
L’antologia comprende tutti i racconti e le poesie in gara, 50 elaborati di 47 scrittori della provincia modenese che si sono cimentati con una consegna imposta: il tema dell’edicola. Ne è emerso un ritratto affettuoso e complice, che descrive le edicole come un luogo di cari ricordi e al tempo stesso di possibilità, di nuove scoperte quotidiane.
Il volume verrà presentato Lunedì 15 Febbraio in conferenza stampa presso il Comune di Modena e successivamente si troverà in vendita nelle edicole di Modena e provincia.

Un giorno piatto di F. Zanti

10 Gennaio 2016|Categorie: Contest|

Comune: Fiorano Modenese
Provincia: Modena
Edicolante: Elisa Paoletti; Edicola del Centro Via Vittorio Veneto, 25/a, Fiorano Modenese, 41042 MO, Italia


Sbadigliando lanciai un’occhiata all’orologio. Le otto e un quarto.
Non riuscivo a credere che fossero passate solo due ore, da quando avevo sollevato la saracinesca dell’edicola.
Era un giorno piatto, come quelli che lo avevano preceduto. Era agosto dopotutto. A parte me e la ragazza del bar non c’era nessuno nella piazza.
Controllai che non stesse per arrivare qualche cliente, poi mi allungai verso l’espositore e afferrai un fumetto a caso, senza nemmeno guardare cosa fosse.
Iniziai a leggere e quasi non mi accorsi che all’improvviso era divenuto tutto buio. Alzai gli occhi dal fumetto preoccupata.
≪Non un altro temporale estivo.≫ le parole mi morirono in gola.
Non ero più nella soleggiata piazza del mio paesino, ma in una tetra metropoli.
≪Ma cosa…≫ uscii dall’edicola guardandomi intorno.
Il bar era sparito, come anche il municipio, la vecchia scuola, tutto era stato sostituito da palazzi fatiscenti che oscuravano il sole, lasciando intravedere solo sprazzi di cielo plumbeo.
Mi rifugiai nuovamente dentro l’edicola, l’unica cosa rimasta uguale.
Presi un paio di respiri profondi, nel tentativo di dominare il panico che minacciava di travolgermi.
≪Okok, pensa. Ci deve essere una spiegazione. Un colpo di calore, un calo di zuccheri, qualcosa di logico. Andiamo, ‘ste cose non succedono nella realtà.≫
Realtà. Quella parola fece scoccare una scintilla. Quelle cose non succedevano nella realtà, ma nella finzione accadevano di continuo.
Presi il fumetto con mani tremati e osservai i disegni.
≪Ma che diavolo…≫ I disegni erano identici ai grattacieli che mi circondavano.
Guardai il nome del fumetto poi arrivai in fretta per vedere cosa sarebbe accaduto e l’ultima vignetta mi gelò il sangue. Batman osservava dall’alto le rovine dell’isola di Arkham.
≪Male. Molto male.≫
Chiusi gli occhi, poi chiusi il fumetto di scatto.
Ci vollero un paio di minuti perché trovassi il coraggio di guardarmi intorno, prima di tirare un sospiro di sollievo.
La solita vecchia piazza inondata di sole. Rimisi al suo posto il fumetto, scrutando la piazza.
Nessuno sembrava essersi accorto di niente. Forse era stata davvero solo un’allucinazione dovuta al calore.
Sospirai di nuovo, osservando l’espositore con i fumetti.
Prima ancora di rendermene conto, mi stavo allungando per prenderne un altro, ma mi bloccai a metà del movimento.
Forse ero impazzita se pensavo che sarebbe potuto succedere di nuovo.
≪Oh, ma chissene frega se sono uscita di testa.≫ dissi a voce più alta di quanto avessi voluto.
Tesi al massimo il braccio verso lo scaffale più alto dell’espositore, attirata da un numero di Tex Willer che era lì da più tempo di me.
Mi risedetti sul mio sgabello, cercando il coraggio di iniziare a leggere.
Stavo per rimetterlo al suo posto quando notai un foglietto in mezzo alle pagine.
Lo tirai fuori lentamente,
“A te se lavori qui da poco.
Se hai trovato questo biglietto forse hai avuto abbastanza coraggio da voler rivivere di nuovo quell’esperienza folle.
Non hai perso il senno, questa è semplicemente l’Edicola del Centro, che porta un po’ di magia nella vita delle persone.”
Risi fino a rimanere senza fiato. Mi asciugai le lacrime, poi aprii il fumetto e cominciai a leggere, mentre intorno a me la piazza si trasformava nel deserto texano.
Quello sarebbe stato il lavoro estivo migliore della mia vita.

L’edicola di montagna di I. Cavalletti

10 Gennaio 2016|Categorie: Contest|

Comune: Montefiorino
Provincia: Modena
Edicolante: Cristina Baraldi – Edicola “La Pulce” via Comunale per Romanoro – 41045 – Farneta di Montefiorino (MO)


Quando passi da Farneta, paesino montano,
fermati all’edicola “La Pulce” un momento
prima di proseguir lontano.
All’edicolante Cristina farai il cuor contento

se entrerai sorridente;
altrettanto lieta ti saluterà,
per lei è una festa vedere nuova gente
che, soddisfatta, poi ritornerà.

Perché ancora tu non sai
che nell’edicola montana
tantissime cose troverai,
non solo le riviste della settimana.

Vestiti, regali e souvenirs di ogni sorta,
collane, braccialetti, giocattoli per bambini,
di tutto un po’ puoi fare scorta
sia per i grandi che per i piccini.

Lozioni dopobarba e spazzolini da denti,
pigiami e ricariche per telefoni cellulari,
smalti colorati e deodoranti per ambienti,
borsette e molti altri oggetti particolari.

All’edicola di montagna puoi passarci una giornata!
Manca forse solo il caffè:
se all’edicolante lo offri te ne sarà grata
e un pensiero speciale serberà per te.

Il sogno di un edicolante di G. Grambone

10 Gennaio 2016|Categorie: Contest|

Comune: Castelfranco dell’Emilia
Provincia: Modena
Edicolante: Edicola Ferrari Giorgio, via Emilia Ovest – Modena


Sollevò con fatica la saracinesca dell’edicola dei giornali e ne ascoltò attentamente lo sferragliamento pensando che quella era l’ultima volta che alzava il sipario di quel piccolo teatro da cui lui ogni giorni, per quasi cinquant’anni s’era affacciato, come un cantastorie, al pubblico dei passanti. Mentre sistemava per l’ultima volta sul bancone i quotidiani ancora freschi d’inchiostro, pensò a tutti quegli anni passati, ai brevi commenti dei suoi clienti sui titoli letti, le frasi sarcastiche o scontate, le invettive improvvisate da qualcuno che aveva dormito male, su qualche aumento di tasse; il loro sincero stupore dinanzi a certe notizie, in genere cattive o drammatiche; e anche il riso a stento trattenuto quando un personaggio antipatico veniva sbeffeggiato.
Il vecchio edicolante rammentava anche i grandi momenti della storia da lui vissuti proprio lì, in quella casetta; l’elezione di Papa Giovanni XXIII, la conquista della Luna, la rivolta degli studenti a Parigi, la Caduto del Muro di Berlino; ma ancor prima gli attentati, i treni sventrati dalle bombe, i morti nelle piazze, la Stazione di Bologna; distribuiva i suoi quotidiani e vedeva la drammaticità di quelle notizie mutare il viso dei lettori. Poi gli efferati delitti, i cui titoli campeggiavano neri, sulle grandi locandine che guardano la piazza; tristi vicende che la televisione riprendeva e sezionava continuamente, alla ricerca di novità. E poi gli scippi, i furti, le rapine, la violenza sulle donne, che quotidianamente ferivano la sua città.

Ma oggi sarebbe stato un giorno diverso; il suo ultimo giorno di lavoro si sarebbe ribellato alla crudele realtà e non per un mero capriccio. Scaricò dall’auto un piccolo pacchetto, che aprì rapidamente; prese alcune mollette, il nastro adesivo ed iniziò a tappezzare l’edicola di locandine di svariati colori, ciascuna contenente un diverso annuncio. IL CORRIERE della SERA: oggi è scoppiata la pace nel mondo; LA REPUBBLICA: oggi sulle strade non è stato versato sangue; IL TEMPO: l’umanità intera ha bandito la violenza ; IL RESTO DEL CARLINO: la fame è solo un ricordo per tutta l’umanità; LA STAMPA: oggi nel mondo nessun bambino è morto.
La gente che passava restò dapprima perplessa; poi, siccome conoscevano il vecchio edicolante, mutarono l’espressione di stupore in un sorriso e accadde una cosa bellissima: il barista portò in strada dei pasticcini e caffè; il fornaio crescente e pizzette; la gente smise di correre e si soffermò a parlare con chi non conosceva; i suonatori ambulanti si esibirono non per denaro ma per divertimento. Così la gente di Modena salutò con una festa improvvisata il vecchio edicolante, perché quelle sue locandine colorate non erano state un semplice scherzo, ma un piccolo messaggio di speranza per le generazioni future.

L’edicolante ambulante di M. Spaggiari

10 Gennaio 2016|Categorie: Contest|

Comune: Formigine
Provincia: Modena
Edicola di Riferimento: “L’Edicola di Rossella” via Giardini Nord 64 – 41043 Formigine (Mo)


Eric, un giovane dal carattere coraggioso, intraprendente ma anche molto molto sensibile, terminati gli studi presso l’istituto tecnico commerciale della sua città, Modena, non aveva chiaro cosa avrebbe fatto della sua vita in senso lavorativo e più generale.
Tuttavia, come tutti i suoi compagni di corso e come tutti i giovani della sua età, racchiudeva in sé stesso, nella profondità più inaccessibile della sua persona, sogni ed ideali talmente grandi e talmente belli da essere ineffabili a dirsi.
Ma il tempo in cui viveva la sua giovinezza Eric, non era proprio dei migliori.
La sua città, che tanto amava, non gli offriva granché come prospettive future sotto diversi punti di vista e questo non certo per le troppe pretese di Eric, e nemmeno per le sue capacità, dal momento che aveva ottenuto il massimo dei voti al termine della scuola ed era stato ritenuto dai suoi Insegnanti, uno dei ragazzi più promettenti.
Ma allora, qual’era il problema di Eric?
Il problema di Eric era che il suo avvenire lo aveva visto, visitato e rivisitato tante ma tante volte, senza rendersi conto che lo aveva proprio “sotto il naso”.
Ed il problema di Eric stava inoltre nella “grandezza” dei suoi sogni ed ideali: avere un lavoro che amasse svolgere, sposare la ragazza per la quale aveva una “cotta” dai tempi delle scuole elementari e diventare un bravo giornalista.
Ed infine il vero problema di Eric era quello di essere un giovane dotato di grande ingegno, di una lodevole maturità, ma soprattutto di una immensa immensa umiltà di cuore e di carattere.
Così Eric trascorse alcuni anni della sua giovane vita accompagnato dai suoi “problemi”. Eh si perché per la famiglia, lo psicologo, la ragazza che gli piaceva e gli amici, Eric era un ragazzo con dei “problemi”. Quei “problemi”!
Eric, di fronte a tutto ciò, si chiuse sempre di più in se stesso e comincio’ a leggere, leggere e ancora leggere… E sin qui, nulla di “strano”…
Ma ciò che Eric leggeva non erano libri come quelli che si trovano in biblioteca o nelle immense librerie di Modena.
Ciò che leggeva Eric erano tanti più articoli di quante più riviste e giornali trovava, sia a carattere generale sia, nello specifico, inerenti il mestiere di giornalista.
Tutto il mondo di Eric si apriva nelle parole scritte su fogli di riviste e quotidiani che il giovane comperava, a prezzi assai modici, presso un Edicolante ambulante la domenica mattina in Piazza Grande di Modena.
Non passava una settimana senza che l’intraprendente Eric, si alzasse di buon mattino, e andasse in Piazza Grande a trovare il suo amico Edicolante e facesse scorta di riviste e giornali sui più disparati argomenti.
Cominciò così un altro “problema” di Eric: la sua sfrenata passione per ciò che faceva il suo amico “domenicale”, l’Edicolante ambulante.
“Ma quanti “problemi” ha Eric!” sosteneva la famiglia, lo psicologo, la ragazza che gli piaceva e gli amici.
“Riuscirà mai questo figliuolo a diventar grande, farsi una famiglia ed avere un buon lavoro?”sosteneva la famiglia, lo psicologo, la ragazza che gli piaceva e gli amici.
Venne presto Natale e poi il Nuovo Anno…
Dopo le feste, di gran felicità, Eric si alzò presto la domenica, come suo solito, e prese a correre in Piazza Grande. Raggiunto il luogo, si accorse che il suo amico Edicolante Ambulante non lo attendeva al solito posto…Eric si girò e si rigirò più volte su se stesso nel centro della piazza, ma niente da fare…L’Edicolante ambulante era sparito, completamente, nel nulla.
“Che fare? Che pensare?” si disse tra sé e sé Eric. Ma proprio mentre rifletteva intensamente, si accorse che, sì, il suo amico Edicolante non c’era, ma al suo posto c’era la sua bicicletta ed il carretto trainato pieno di riviste e giornali pronti da vendere in quella domenica.
“Non posso di certo prendere il posto del mio amico…” pensava Eric. “Non saprei da che parte iniziare ed inoltre non so dove andava l’Edicolante a vendere i giornali e le riviste, oltre a Piazza Grande a Modena!” ripensava Eric tra sé e sé.
Nel frattempo, la gente che era solita comprare quotidiani e giornali presso l’Edicolante ambulante, cominciò a notare il giovane Eric nelle vicinanze della bicicletta e del carretto pieno zeppo delle riviste “domenicali” e cominciarono uno ad uno a richiedere e pagare il proprio giornale preferito al giovane Eric.
Incredulo più che mai, Eric si mise a svolgere il lavoro dell’amico, che aveva osservato spesso, e, dopo alcune difficoltà iniziali, si accorse che i clienti erano soddisfatti ed intenti nella lettura e che egli stesso era molto felice di ciò che era riuscito a fare tutto da solo.
Decise poi di salire in sella alla bicicletta e di trainare il carretto ormai quasi vuoto verso casa propria. Durante il breve tragitto, si spaventò non poco quando vide che seduto nel carretto se ne stava un ragazzo vestito con abiti che non sembravano affatto appartenere all’età di Eric e dal viso come le mani di un bianco brillante, i quali davano a questa sorta di figura, un ché di leggiadro e lugubre allo stesso tempo. Eric si fermò all’istante e gli chiese “Chi sei tu? Il ragazzo misterioso gli disse: “Ciao Eric! Io sono Brandon. Sei stato bravissimo oggi a svolgere il lavoro al posto del tuo amico Edicolante Ambulante. Prendi questo biglietto, c’è un indirizzo scritto. Domenica mattina raggiungi il più presto possibile questo luogo.” Neanche il tempo di un cenno di conferma, che Eric non vide più il Ragazzo. Svanito nel nulla.
La Domenica seguente, l’intraprendente Eric si svegliò molto presto e montò in sella alla bicicletta che trainava il carretto dell’amico Edicolante. In poche pedalate giunse nel luogo indicato sul biglietto datogli dal misterioso Ragazzo.
Fu con grandissimo stupore ed immensa felicità che vide di fronte a sé una piccola ma scintillante costruzione con un’insegna sovrastante che recitava: “L’EDICOLANTE AMBULANTE – Riviste, Giornali e Quotidiani da Eric”.
Il giovane entrò immediatamente nella costruzione e vide che si trattava di un’Edicola Vera e Propria con all’interno tutte le riviste, i giornali ed i quotidiani in perfetto ordine.
Ma ancor di più esterrefatto rimase Eric, quando sul seggiolino dell’Edicola vide un biglietto che recitava: “Mi raccomando, fai un buon lavoro! Firmato: il tuo amico Edicolante Ambulante” e nel retro del biglietto stesso: “ Ehi! Sei stato bravissimo a svolgere il lavoro al posto del tuo amico Edicolante Ambulante, ora tocca a te! Brandon”.
Fu così che da allora Eric ebbe un lavoro che amò molto e da cui imparò anche il mestiere di giornalista; la ragazza che amava venne talmente tante volte a prendere riviste da Eric, che ne divenne prima fidanzata ufficiale e poi moglie; la famiglia nel vedere il figlio accasato e con un buon lavoro, ne fu finalmente orgogliosa e persino lo psicologo di Eric divenne uno dei suoi più assidui clienti nell’acquisto di riviste relative alla “psicologia contemporanea”; i suoi amici videro in lui un esempio da seguire e divennero veri Amici di Eric.
Ma Eric aveva ancora un problema “Ricordare che il luogo dei suoi sogni e ideali è sempre stato lì, visitato e rivisitato, “sotto al suo naso”: dentro di sé.
“E che la Magia della Vita unita all’Impegno quanti grandi ideali possono realizzare!” Che dite? Glielo ricordiamo Noi tutti?

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